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L'acqua del futuro è hi-tech

L'Espresso, March 12, 2012

 Al meeting mondiale di Marsiglia si discute di emergenza idrica. Ma soluzioni tecnologiche sono possibili: sensori per ridurre i consumi, razzi per favorire la pioggia, supertrivelle nel deserto. Ecco le novità dal Watec di Tel Aviv.

Keep the planet blu: recita uno dei quattro orientamenti strategici del World Water Forum, il meeting mondiale sull'acqua in programma a Marsiglia dal 12 al 17 marzo.

Cioè: cerchiamo di fare rapidamente il possibile affinché il pianeta azzurro resti tale, e non si trasformi in una palla tristemente giallognola, desertica e quasi disabitata. Al Forum, 140 delegazioni ministeriali e oltre 30 mila partecipanti affronteranno l'emergenza-acqua, il più urgente dei problemi, e anche uno dei più complicati da affrontare. Al Watec di Tel Aviv, mostra biennale su tutte le novità del settore, sono andate in scena le soluzioni del futuro. Noi siamo andati a dare un'occhiata. E ci siamo fatti consigliare dagli esperti le magnifiche sette risorse per un mondo sempre più assetato.


ACQUEDOTTI COLABRODO
Le falle della rete idrica sono uno dei maggiori problemi delle nostre città. Acquedotti che perdono, tombini che saltano, strade che si allagano. Guasti, ma non solo: spesso, è il calcolo errato della pressione delle tubazioni a provocare le perdite maggiori. La Takadu ha messo a punto un software di monitoraggio delle reti di distribuzione che consente un controllo sugli eventi in tempo reale: i punti problematici e le falle vengono individuati attraverso algoritmi, senza dover effettuare controlli in loco e avvalendosi anche di una potente infrastruttura di cloud-computing. Una start-up, la Curapipe System, ha invece brevettato un sistema, il Talr (Trenchless Automated Leakage Repair), che verrà testato nel 2012 sulla rete idrica del Tamigi a Londra. Si tratta di un cilindro intelligente che, muovendosi all'interno delle condutture, individua gli eventuali guasti tramite un sistema di sensori e li ripara all'istante. Un'altra tecnologia prevede l'utilizzo di una rete di sensori acustici attivati dalle vibrazioni create dai guasti e gestiti attraverso un software che riduce il numero dei falsi allarmi.

SE LA DOCCIA E' SMART
L'acqua diventerà un bene sempre più prezioso, ma quanti di noi se ne sono accorti? A casa, la facciamo scorrere senza nemmeno pensarci su, solo perché è troppo calda o troppo fredda. Una start-up del fondo di venture capital Terra VP ha ideato SmarTap, un sistema che riduce drasticamente lo spreco d'acqua domestico. Un pannello di controllo con un software di semplice gestione e con possibilità di collegamento a una rete wi-fi consente di regolare la temperatura dell'acqua desiderata, azionando docce e vasche solo quando questa viene raggiunta. Se ad esempio volete fare una doccia a 37 gradi utilizzando 15 litri, basta settare il pannello, che prenderà l'acqua fredda dal condotto e la riscalderà sino a raggiungere la temperatura voluta: a quel punto, si schiaccerà il pulsante play e la doccia sarà pronta. Stesso discorso per le vasche da bagno. SmarTap consente anche di verificare se qualcuno ha lasciato un rubinetto aperto. E di chiuderlo dal sistema centrale.

IL MAGO DELLA PIOGGIA
Si chiama "cloud seeding", e consente di aumentare la piovosità agendo direttamente sulle nuvole, "cibandole" di sostanze chimiche che alterano i processi fisici di formazione. Una flotta di piccoli aerei sorvola le nubi più "promettenti" e le bombarda con razzi pieni di ioduro d'argento, che funge da condensatore facendo piovere sopra la zona interessata. La tecnologia non è affatto nuova e la sua efficacia è scientificamente controversa, soprattutto nella sua capacità d'incrementare sensibilmente la quantità di pioggia: la difficoltà sta nel dimostrare che la nuvola non "inseminata" avrebbe comunque prodotto precipitazioni più scarse. Mekorot, la compagnia idrica israeliana di Stato, sta elaborando modelli previsionali sempre più sofisticati per "irrigare dall'alto" le zone più aride. Nella regione della Galilea, questo sistema avrebbe consentito di incrementare del 18 per cento le acque meteoriche. La ricerca in questo campo è orientata alla conoscenza sempre più approfondita della fisica delle nuvole, ovvero la catena di eventi che culmina nelle precipitazioni. Proprio per dimostrare il reale beneficio di questa tecnica, si stanno effettuando molti esperimenti random che dovrebbero dimostrarne incontrovertibilmente l'efficacia. Il "rain enhancement" è molto utilizzato in vaste aree della Cina, in America e Australia.

di Paolo Cagnan

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